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Gennaio 10, 2026
La crisi dei diritti umani in Iran: repressione, dissenso e resistenza civile
Gennaio 15, 2026Ancora una volta registriamo l’ennesimo massacro di uomini e donne che non vogliono più sottostare a un regime crudele e spietato. In IRAN sono state arrestate e imprigionate migliaia di persone che protestavano, sembra 10.000. Ci sono già diverse centinaia di morti. E sono state già eseguite molte esecuzioni extra giudiziali. Mercoledì 14 gennaio 2026 inizieranno le esecuzioni dei primi condannati a morte. Martedì 13 gennaio il presidente americano ha convocato una riunione per valutare le varie opzioni di risposta alla repressione messa in atto da Teheran. Israele ha dichiarato che l’eliminazione del regime degli ayatollah porterebbe pace nel regione e spingerebbe lo stesso Israele a riprendere i rapporti con l’Iran. Il presidente iraniano Pezeshkian ha dichiarato che gli USA e Israele vogliono portare il caos in Iran e che pertanto, in caso di attacco da parte loro, autorizzeranno la Repubblica islamica a colpire basi militari americane nella zona e obiettivi israeliani. L’esercito iraniano conta su 350.000 unità di cui 190.000 soldati professionisti e altrettanti 350.000 riservisti. Nel frattempo il figlio dell’ultimo scia’ di Persia, Reza Pahlavi, sembra voler cavalcare la rivolta col sostegno anche degli Stati Uniti. Le donne iraniane si pongono come motore del cambiamento dall’esterno dell’Iran, come mostrato alla Free Iran Convention di novembre 2025 a Washington DC. Mostrano di voler far parte del cambiamento in un Iran liberato dagli ayatollah. Letto così, questo frasi sembrano le carte di un famoso gioco da tavolo degli anni Ottanta, ma è solo l’insieme di alcune notizie che ci giungono (e che sono sempre in fase di modifica) dall’Iran. Il diritto umanitario era alla base del nostro ordine mondiale: era. Ora è evidente che si sta tornando alla forza e alla potenza come criteri di civile convivenza. Come si risolverà questa nuova crisi? Si prospetta la volontà di Teheran di trattare con gli Stati Uniti. Va bene se questo limita lo spargimento di sangue: ogni vita vale. Tuttavia, dobbiamo prendere atto che ci sono Stati che si stanno arrogando il diritto di essere arbitri del mondo, soppiantando il diritto internazionale e tutti gli organismi ad esso collegati. Ciò ci preoccupa e ci fa riflettere sul tipo di ordine mondiale che si sta creando.
Il Direttivo
Coalizione Italiana contro la Pena di Morte APS
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Da Abraham J. Bonowitz, Director and Co-founder di Death Penalty Action
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Babak Taghvaee – The Crisis Watch
@BabakTaghvaee1
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6h
#Breaking: The Islamic Regime of #Iran has decided to begin mass executions of arrested protesters. Executions are set to start on Wednesday. The names of some protesters scheduled for execution have already been announced. One of them is Erfan Soltani, who is to be executed in Karaj. He was arrested on January 9 and is scheduled to be executed on January 14. He was allowed to meet his family today for the final time, for just 10 minutes.
There are hundreds of other protesters reportedly planned for mass execution. If this regime is not overthrown, this number could rise to thousands. The regime has officially admitted to arresting more than 10,000 protesters, though the real number may be three to four times higher.



