
10 marzo 1946: una conquista per le donne
Marzo 11, 2026Protesters holds placards as they take part on February 20, 2022, in a demonstration calling for strictier repressive measures against homosexuality at the Obelisk Square in Dakar. Thousands of people demonstrated in Dakar on Sunday to demand a strengthening of the repression of homosexuality in Senegal after the recent rejection by Parliament of a text toughening the laws in the matter, noted AFP journalists. (Photo by SEYLLOU / AFP)
English version below
Nel 2026, la situazione dei diritti LGBTQIA+ in diverse parti del mondo resta critica, con alcuni Stati che prevedono o applicano la pena di morte per rapporti omosessuali (anche fra adulti consenzienti) e altri che inaspriscono leggi già molto repressive.
SENEGAL
Dopo una insistente campagna di propaganda che ha mescolato casi di pedofilia e orientamenti sessuali degli adulti, fondando la sua linea su un nazionalismo “anti-élite” e “anti-coloniale” ed individuando nei diritti LGBTQIA+ una presunta “influenza straniera”, il parlamento del Senegal (con 135 voti favorevoli, 3 astensioni e nessun voto contrario) ha appena approvato un disegno di legge che raddoppia le pene per gli “atti contro natura” e “contro la morale pubblica” (omosessualità). Il nuovo testo prevede l’aumento di pene detentive da 5 a 10 anni, rispetto agli attuali 1 e 5 anni, per chiunque venga riconosciuto colpevole di cosiddetti atti «contro natura», oltre ad un aumento delle multe, che potrebbero raggiungere fino a 10 milioni di franchi Cfa (più di 15.000 euro), rispetto agli attuali 1,5 milioni.
La nuova legge prevede anche maggiori pene per chi “promuove” o “finanzia” l’omosessualità, nel tentativo di colpire associazioni, Ong e movimenti a favore della difesa dei diritti della comunità LGBTQIA+: pene da tre a sette anni per chiunque “promuova” o “faciliti” relazioni tra persone dello stesso sesso.
La legge dovrà essere ora firmata e promulgata dal presidente Bassirou Diomaye Faye per entrare in vigore ed il timore è che venga firmata, se si considera che, secondo Afrobarometer, il 97% degli intervistati del Paese “non vorrebbe avere persone omosessuali come vicini di casa”. In questa frattura si inseriscono le rivendicazioni religiose che associano l’omosessualità a un decadimento religioso e culturale.
GHANA
Anche in Ghana è tornato un brutale disegno di legge anti-LGBTQIA+. Se passerà, le persone omosessuali potrebbero essere incarcerate per il solo fatto di esistere.
Il disegno di legge comporterebbe:
- fino a 3 anni di carcere per il solo fatto di essere persone LGBTQIA+;
- 5–10 anni di carcere per chi difende i diritti delle persone LGBTQIA+ o offre loro supporto;
- divieti contro l’affermazione di genere, le relazioni tra persone dello stesso sesso, i materiali e l’educazione inclusiva delle persone LGBTQIA+ e persino di oggetti come i sex toys;
- la criminalizzazione di chi è alleato, raccoglie fondi o fa attivismo per i diritti LGBTQIA+, sia online che offline.
Ancora prima che questa legge entri in vigore, stiamo già assistendo a un aumento della violenza e delle aggressioni. Alcune persone hanno perso il lavoro, altre sono state sfrattate o costrette a nascondersi ancora di più per sopravvivere.
Il Presidente ha già dichiarato che lo firmerà se passerà in Parlamento. Ma insieme possiamo opporci e fermarlo. Petizione qui:
PENE SEVERE E PENA DI MORTE
Ad oggi oltre 30 Paesi africani hanno leggi che proibiscono e puniscono le relazioni omosessuali.
Secondo i dati Onu e i report ILGA World, in almeno 8 Paesi del mondo (non solo in Africa) la pena di morte è prevista o applicabile per rapporti omosessuali. Tra questi figurano Iran, Arabia Saudita, Yemen, Nigeria (in alcuni stati del nord), Somalia, Mauritania e Uganda.
In altri, fra cui Sudan, Kenya, Tanzania, Sierra Leone, sono previste pene detentive di 5 / 10 anni e fino all’ergastolo.
Nel contesto globale i diritti delle persone LGBTQIA+ sono sempre più sotto attacco.
La comunità internazionale e le organizzazioni per i diritti umani continuano a denunciare l’aumento di discriminazioni a causa di orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere e caratteri sessuali e la mancanza di rispetto dei diritti è sempre più causa di esclusione sociale ed economica in moltissimi Paesi del mondo.
Le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ subiscono sempre più trattamenti iniqui su ampia scala – oltre ad aggressioni e persino uccisioni unicamente per ciò che sono – che colpiscono molti aspetti della vita pubblica e privata, esponendole a molteplici violazioni dei diritti umani: stigmatizzazione, criminalizzazione, bullismo, discriminazioni nel mondo del lavoro, nell’accesso ai servizi sanitari, nel godimento dei diritti sessuali e riproduttivi e del diritto a formare una famiglia.
Vale forse la pena rammentare che negli Stati Uniti d’America, considerati una delle democrazie più influenti e stabili al mondo, le leggi sulla sodomia che criminalizzavano atti sessuali consensuali tra adulti (spesso mirate a relazioni omosessuali), sono state rese incostituzionali solo nel 2003 dalla Corte Suprema con la sentenza Lawrence v. Texas. L’abolizione di queste leggi è stata il risultato di lunghe battaglie portate avanti da attivisti e organizzazioni per i diritti umani, insieme a movimenti progressisti.
Attivarsi per i diritti delle persone omosessuali e LGBTQIA+ significa sostenere l’uguaglianza, contrastare le discriminazioni e promuovere una cultura inclusiva.
COALIT c’è!
Il Direttivo
Coalizione Italiana contro la Pena di Morte APS
Fonti:
– ilfattoquotidiano.it
– africarivista.it
– Ghana, il presidente Dramani firmerà la feroce legge anti-LGBTIQ+: sarebbe una persecuzione totale – Gay.it, 20 novembre 2025
– Ghana, la legge anti-LGBTI colpirà anche i contenuti online: cosa significa? – Gay.it, 14 agosto 2025
– Progetto di legge anti-LGBTQ formalmente presentato al Parlamento del Ghana dopo la prima lettura e su direttiva del presidente della Camera che ne ha consentito l’iscrizione all’ordine del giorno – Rightify Ghana, 17 febbraio 2026 (in inglese)
– allout.org
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AFRICA AND ANTI-LGBTQIA+ LAWS
In 2026, the situation regarding LGBTQIA+ rights in various parts of the world remains critical, with some countries prescribing or enforcing even the death penalty for same-sex relations (even between consenting adults) and others tightening laws that are already highly repressive.
SENEGAL
Following a relentless propaganda campaign that conflated cases of pedophilia with adults’ sexual orientations, basing its narrative on “anti-elite” and “anti-colonial” nationalism and portraying LGBTQIA+ rights as a supposed “foreign influence,” the Senegalese parliament (with 135 votes in favor, 3 abstentions, and no votes against) has just approved a bill that doubles the penalties for “acts against nature” and “against public morality” (homosexuality). The new text provides for an increase in prison sentences from 1 to 5 years to 5 to 10 years for anyone found guilty of so-called “unnatural” acts, as well as an increase in fines, which could reach up to 10 million CFA francs (more than 15,000 euros), compared to the current 1.5 million.
The new law also provides for harsher penalties for those who “promote” or “finance” homosexuality, in an attempt to target associations, NGOs, and movements advocating for the rights of the LGBTQIA+ community: penalties ranging from three to seven years for anyone who “promotes” or “facilitates” same-sex relationships.
The law must now be signed and enacted by President Bassirou Diomaye Faye to take effect, and there is concern that it will be signed, given that, according to Afrobarometer, 97% of respondents in the country “would not want to have homosexual people as neighbors.” This divide is further exacerbated by religious claims that associate homosexuality with religious and cultural decline.
GHANA
A brutal anti-LGBTQIA+ bill has resurfaced in Ghana as well. If passed, LGBTQIA+ people could face imprisonment simply for existing.
The bill would impose:
– up to 3 years in prison simply for being LGBTQIA+;
– 5–10 years in prison for anyone who defends the rights of LGBTQIA+ people or offers them support;
– bans on gender expression, same-sex relationships, materials and inclusive education for LGBTQIA+ people, and even items such as sex toys;
– the criminalization of anyone who is an ally, raises funds, or advocates for LGBTQIA+ rights, both online and offline.
Even before this law takes effect, we are already seeing an increase in violence and attacks. Some people have lost their jobs, others have been evicted or forced to hide even more to survive.
The President has already stated that he will sign it if it passes in Parliament. But together we can oppose it and stop it. Petition here:
SEVERE PENALTIES AND THE DEATH PENALTY
To date, more than 30 African countries have laws that prohibit and punish same-sex relationships.
According to UN data and ILGA World reports, in at least 8 countries worldwide (not only in Africa), the death penalty is prescribed or applicable for same-sex relationships. These include Iran, Saudi Arabia, Yemen, Nigeria (in some northern states), Somalia, Mauritania, and Uganda.
In others, including Sudan, Kenya, Tanzania, and Sierra Leone, prison sentences ranging from 5 to 10 years and up to life imprisonment are prescribed.
Globally, the rights of LGBTQIA+ people are increasingly under attack.
The international community and human rights organizations continue to denounce the rise in discrimination based on sexual orientation, gender identity, gender expression, and sex characteristics, and the failure to respect these rights is increasingly leading to social and economic exclusion in many countries around the world.
Members of the LGBTQIA+ community are increasingly subjected to widespread unfair treatment—including assaults and even killings solely because of who they are—which affects many aspects of public and private life, exposing them to multiple human rights violations: stigmatization, criminalization, bullying, discrimination in the workplace, in access to healthcare, in the enjoyment of sexual and reproductive rights, and in the right to form a family.
It is perhaps worth noting that in the United States of America, considered one of the most influential and stable democracies in the world, sodomy laws that criminalized consensual sexual acts between adults (often targeting same-sex relationships) were only struck down as unconstitutional in 2003 by the Supreme Court in the case of Lawrence v. Texas. The repeal of these laws was the result of long battles waged by activists and human rights organizations, alongside progressive movements.
Advocating for the rights of gay and LGBTQIA+ people means supporting equality, combating discrimination, and promoting an inclusive culture.
We’re here, and we’re fighting!
The Board of Directors
Italian Coalition to Abolish the Death Penalty
Sources:
– ilfattoquotidiano.it
– africarivista.it
– Ghana, il presidente Dramani firmerà la feroce legge anti-LGBTIQ+: sarebbe una persecuzione totale – Gay.it, 20 novembre 2025
– Ghana, la legge anti-LGBTI colpirà anche i contenuti online: cosa significa? – Gay.it, 14 agosto 2025
– Progetto di legge anti-LGBTQ formalmente presentato al Parlamento del Ghana dopo la prima lettura e su direttiva del presidente della Camera che ne ha consentito l’iscrizione all’ordine del giorno – Rightify Ghana, 17 febbraio 2026 (in inglese)
– allout.org



