
31° RAPPORTO SULLE MIGRAZIONI
Febbraio 27, 2026
Le classi quarte dell’I.T.I.P. L. BUCCI di Faenza incontrano COALIT
Febbraio 28, 2026Non spetta a noi attivisti dei diritti umani fare un’analisi geopolitica dell’attacco all’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele.
Non spetta a noi fare previsioni su ciò che accadrà nelle prossime ore.
Spetta invece a noi attivisti dei diritti umani denunciare ancora una volta un atto di guerra al difuori del diritto internazionale.
Non c’è alcuna copertura giuridica a questo nuovo atto dell’amministrazione americana.
È l’ennesima conferma che l’ordine mondiale sta subendo una pericolosa involuzione verso un sistema di relazioni basato sulla forza e sull’arbitrio.
In Iran il regime degli ayatollah è al potere dal 1979 e forse molti di noi ricordano gli iraniani fuoriusciti dall’Iran presenti nelle città italiane con le foto di persone detenute e torturate dal regime: chiedevano la nostra attenzione contro quel regime e denunciavano i soprusi delle guardie nelle prigioni, le persecuzioni, le esecuzioni extragiudiziali e le torture.
Ma non si è fatto molto.
Abbiamo visto la dura repressione di gennaio scorso: migliaia di persone uccise, arrestate, torturate per aver cercato di rovesciare un regime che non possono più sopportare.
Anche in questo caso, ci si è affidati alla diplomazia mentre la situazione nel paese restava complessa.
Questo nuovo attacco non ci garantisce assolutamente il ripristino del rispetto dei diritti umani in Iran, anzi potrebbe portare il regime iraniano a reagire in maniera violenta, come già ha fatto.
Non crediamo neppure alla dichiarazione degli Stati Uniti circa l’obiettivo di permettere agli iraniani di rovesciare il regime e alla dichiarazione di Israele di considerare questo come un attacco preventivo rispetto alla minaccia iraniana.
I rapporti tra le persone si regolano col rispetto dei diritti umani, i rapporti tra gli Stati si regolano col rispetto del diritto internazionale.
Si deve tornare a guardare all’ONU per ristabilire un ordine mondiale pacifico e ciò non può essere fatto da un singolo Stato, né tantomeno da un singolo capo di Stato.
Basta muscoli e missili.
Direttivo
Coalizione Italiana contro la Pena di Morte APS



