
Le classi quarte dell’I.T.I.P. L. BUCCI di Faenza incontrano COALIT
Febbraio 28, 2026English version below
La condizione femminile in Italia nel 2026 presenta ancora notevoli disuguaglianze strutturali, nonostante qualche progresso.
Le donne affrontano il gender pay gap, difficoltà di carriera, un alto carico di lavoro di cura non retribuito e una persistente violenza di genere.
Con un tasso di attività femminile fermo al 56,2%, siamo all’ultimo posto tra i Paesi europei per occupazione femminile. Giusto per dare un metro di paragone, in testa alla classifica c’è la Svezia, dove si raggiunge l’81,2%.
Dobbiamo ancora fare i conti con più o meno giudizi, preconcetti, libertà, possibilità di assecondare le nostre ambizioni. Essere donna oggi significa ancora lavorare giorno dopo giorno per cercare di restare in equilibrio sul sottile filo che unisce tutte le aree della vita.
Dopo quattro anni di governo con una donna premier, la condizione femminile nel nostro Paese non è affatto migliorata, anzi. Dal dissenso sullo stupro all’occupazione, il governo Meloni ha mostrato una forte insofferenza verso qualsiasi cambiamento culturale che possa incidere anche simbolicamente sulle asimmetrie di genere.
Donne e lavoro: restano ancora molte sfide da affrontare, come ad esempio quelle legate alle possibilità di carriera (fortemente limitate dalla maternità) e al gap salariale.
In Italia, per molte donne, lavorare e formare una famiglia rimangono ancora oggi due percorsi spesso incompatibili.
Molte donne lavorano in condizioni di precarietà o part-time forzato, ostacolando l’autonomia economica. Purtroppo questo aspetto è figlio di una componente culturale patriarcale ancora molto forte: basti pensare che il 63,5% degli italiani dichiara che può essere necessario o opportuno che una donna sacrifichi parte del suo tempo libero e della sua carriera per dedicarsi alla famiglia.
Violenza di Genere: A livello globale, circa un terzo delle donne subisce violenza fisica o sessuale, con una frequente escalation in femminicidi, spesso nel contesto domestico.
Rappresentanza: Nonostante l’accesso alle posizioni di vertice sia migliorato, gli uomini continuano a occupare la maggioranza dei ruoli decisionali, limitando la visibilità delle professioniste.
Contesto Internazionale: Sebbene la parità legale sia raggiunta in molti Paesi, la piena parità sostanziale rimane un obiettivo non realizzato a livello globale.
C’è ancora molto da fare.
Nessuna festa, quindi.
Celebriamo però la nostra voglia di continuare a lottare.
Arianna, Chiara, Alessandra, Giulia, Silvia
Le Donne del Direttivo Coalizione Italiana contro la Pena di Morte APS
(Fonti: Dati Censis – gabriellipartner.com – Studenti.it – Donne.it – ilfattoquotidiano.it )
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Ecco versione inglese:
Being a woman in Italy today is still a challenge
The status of women in Italy in 2026 still shows significant structural inequalities, despite some progress.
Women face the gender pay gap, career difficulties, a high workload of unpaid care work, and persistent gender-based violence.
With a female activity rate stuck at 56.2%, Italy ranks among the last countries in the EU for female employment. Just to give a comparison, Sweden tops the ranking with 81.2%.
We still have to deal with more or less judgments, preconceptions, freedom, and the possibility of pursuing our ambitions.
Being a woman today still means working day after day to try to maintain a balance on the fine line that connects all areas of life.
After four years of government with a female prime minister, the status of women in our country has not improved at all, quite the contrary. From dissent on rape to employment, the Meloni government has shown strong intolerance towards any cultural change that could have even a symbolic impact on gender asymmetries.
Women and work: there are still many challenges to be faced, such as those related to career opportunities (severely limited by motherhood) and the wage gap.
In Italy, for many women, working and raising a family are still two paths that are often incompatible.
Many women work in precarious conditions or are forced to work part-time, hindering their economic independence.
Unfortunately, this aspect is the result of a patriarchal culture that is still very strong: suffice it to say that 63.5% of Italians believe that it may be necessary or appropriate for women to sacrifice part of their free time and career to devote themselves to their families.
Gender-based violence: Globally, approximately one-third of women experience physical or sexual violence, often escalating to femicide, frequently in the domestic sphere.
Representation: Although access to senior positions has improved, men continue to occupy the majority of decision-making roles, limiting the visibility of female professionals.
International Context: Although legal equality has been achieved in many countries, full substantive equality remains an unachieved goal globally.
There is still much to be done.
So, no need to party.
Let us rather celebrate our determination to keep fighting.
Arianna, Chiara, Alessandra, Giulia, Silvia
The women of the Italian Coalition Against the Death Penalty APS
(Sources: Censis Data – gabriellipartner.com – Studenti.it – Donne.it – ilfattoquotidiano.it)



